Abbas fotografo dell’agenzia Magnum Photos è morto

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Abbas Magnum Photos, Gods I’ve Seen

Abbas, fotografo di Magnum Photos è morto.  Il fotografo che “scrive con la luce” è morto a Parigi all’età di 74 anni. Abbas, fotografo dell’agenzia Magnum, è scomparso a Parigi mercoledì 25 aprile 2018. Durante una carriera di sessant’anni, ha coperto con Magnum guerre e rivoluzioni in Biafra, Bangladesh, Irlanda del Nord, Vietnam, Medio Oriente,C ile, Cuba e Sudafrica durante l’apartheid. Per Thomas Dworzak, attuale presidente di Magnum – come per molti all’interno dall’agenzia – Abbas era sia un amico che un mentore: “Era un pilastro di Magnum, il padrino di un’intera generazione di fotoreporter più giovani. Nato in Iran, si è poi stabilito a Parigi. La sua perdita è una immensa tristezza. Possano accompagnarlo gli dei e gli angeli di tutte le grandi religioni di questo mondo che ha fotografato con tanta passione“.

In un’intervista con la BBC dello scorso anno, Abbas aveva descritto la sua esperienza di copertura della rivoluzione iraniana: “Sapevo che sarebbe stata l’unica volta nella mia vita nella quale un evento storico non mi avrebbe solo interessato, ma nel quale sarei stato implicato personalmente, almeno all’inizio. “. Descrivendosi come “storico del presente », rispose Abbas – in Farsi – a quelli che cercavano di impedirgli di fotografare: “è per la storia”.

L’interesse di Abbas per le religioni – nel loro complesso – lo portò a iniziare nel 2000, un progetto sull’animismo contemporaneo. Stava cercando di capire come, in un mondo sempre più imperniato su scienza e tecnologia, siano riemersi i rituali irrazionali. Questo lavoro è stato abbandonato nel 2002 dopo l’11 settembre. Abbas  ha intrapreso, poi, un progetto a lungo termine sullo scontro di religioni –  sempre più “ideologie politiche” – che hanno un ruolo determinante nella formazione delle strategie geopolitiche.
Dal 2008 al 2010, Abbas si è “immerso” nel mondo del buddismo. Sempre con lo stesso occhio scettico. E ha fatto lo stesso nel 2013 con l’induismo.
Il libro God’s I’ve Seen è il culmine del suo lavoro sulle religioni: una sorprendente esplorazione visuale dell’induismo contemporaneo in India e altrove.

L’Abbas-pensiero sull’approccio alla fotografia si può tradurre in questo, come sosteneva lui stesso:  “Una cosa è scrivere con la luce, altro è disegnare, con essa. Alla scuola di Henri Cartier-Bresson, disegnano con la luce. E la ricerca è finalizzata alla produzione dell’immagine unica. Ma questo non è mai stato il mio caso. Nel mi lavoro le immagini fanno ancora parte di una serie: costituiscono un saggio fotografico. Ogni foto deve essere “sufficiente a se stessa”,  ma è all’interno di un progetto narrativo che prende il valore che io cerco. ”

Ecco il link della pagina dedicata ad Abbas sul sito di Magnum Photos

 

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

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