Diem Phung Thi: l’artista vietnamita e la critica di Raymond Cogniat

Diem Phung Thi

Diem Phung Thi, Temple, cm 200×250, 1972

Diem Phung Thi: scultrice vietnamita vista da Raymond Cogniat nel 1972. Cogniat è stato Presidente Onorario della Associazione Internazionale dei Critici d’Arte, titolare della rubrica d’arte del quotidiano francese Figaro e fondatore della Biennale di Parigi.

Discreta e tenace, come sono gli Orientali sanno esserlo, Diem Phung Thi (nata il 18 agosto 1920, Thủy Bằng, Vietnam e morta nel 2002, n.d.r.), silenziosamente, si è inserita nel brulichio della vita artistica di Parigi. Iniziò con qualche piccola opera modellata, forme nate dal movimento delle mani, dolci al tocco come amuleti, patinate ed ammorbidite da incessanti carezze delle dita, come oggetti di culto usati per le preghiere. L’Asia, in tutte le sue creazioni, mostra che l’arte è un atto di fede e Diem Phung Thi non smentisce questa tradizione. Della sua passione non parla; si accontenta di viverla ed obbedirle. Commossa, accetta l’inevitabile con un consenso ammirato, e si avverte che, se sopravviene un ostacolo, la sua obbedienza è pronta a diventare ostinazione. Un mondo di forme nato poco a poco dalla sua meditazione, mondo ispirato da non si sa quale forza interna, ma che nulla deve né alla teoria né al caso. Si ha l’impressione che tutto quello che quest’artista compone esistesse già in lei prima di apparire e che ella sia solamente il mezzo, il luogo di un compimento. Così le forme che inventa solo, infatti, la materializzazione di forze e pensieri e ciascuna di esse, sebbene sia indipendente e di per sé completa, appartiene così strettamente ad una stessa ispirazione, ad una stessa comunione spirituale, che può combinarsi con le altre, unirsi per costruire un altro insieme.
Per la sua natura profonda, ogni opera di Diem Phung Thi è un tutto definito ma resta aperta ad infinite possibilità. Ogni oggetto creato da quest’artista è libero come la parola, ma, come la parola, viene arricchito quando partecipa ad una frase per diventare poema o preghiera. E come la parola può essere amplificata dai clamori collettivi, l’oggetto di Diem Phung Thi può raggiungere le proporzioni del monumento quando gli si dà l’occasione di situarsi all’aria libera.
… Ciò che a prima vista si era creduto modesto e solitario impone l’ossessione della sua muta presenza.

Raymond Cogniat

su Diem Phung Thi

dal catalogo della esposizione / premio d’arte: Biennale Internazionale di pittura, scultura, grafica – 4° Morgan’s Paint di Ravenna del 1972

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *