Filosofia del denaro, Georg Simmel: il valore in economia

Georg Simmel

Filosofia del denaro di Georg Simmel – filosofia ed economia

Filosofia del denaro, Georg Simmel: il valore in economia. Titolo originale dell’opera è Philosophie des Geldes. G. Simmel (1858-1918) – la pubblica nel 1900 a Lipsia – le da un significato in cui il metodo relativista, implicito, come procedimento negativo di critica ai concetti morali, nell’Introduzione alle scienze morali acquista per la prima volta netta coscienza di sé come metodo positivo della ricerca filosofica. “La verità è un concetto di rapporto“, e se ogni sistema di rapporti secondo cui noi determiniamo un aspetto dell’esperienza è parziale e relativo, il rimedio a tale relatività sta solo nell‘integrarla in un più vasto ordine di relatività, nell’inserire tale sistema di rapporti in un sistema più complesso di relazionalità.

Ora l’economia studia un piano dell’esperienza di cultura, secondo un determinato sistema di concetti in funzione dei quali esso si va a isolare dagli altri. Il metodo relativista – filosofico consiste nel ristabilire sistematicamente quei complessi rapporti che la scienza economica ha, per così dire, tagliato, isolando il suo puro campo di ricerca, la mera economicità del fatto. E ciò avviene in una duplice direzione. Da un lato, si tratta di interpretare le fondamentali categorie economiche in funzione del sistema generale delle categorie del sapere; dall’altro, di porre in luce gli aspetti fenomenologici complessi e concreti in cui nella vita personale e culturale si riflette e rifrange l’economicità.

La categoria più generale che utilizza l’economia è la categoria del valore. Questa è come la categoria dell’essere indipendentemente da essa, una categoria originaria, radicata nell’unità metafisica dell’anima, secondo cui noi ordiniamo i dati elementari dell’esperienza. Essere e valore non anno una connessione assoluta, ma fortuita, e ciascun di essi implica un momento soggettivo e un momento oggettivo indissolubilmente congiunti.

Con ciò Simmel si avvicina al concetto kantiano trascendentale della categoria, che studierà nelle sue lezioni su Kant (Lipsia 1903) senza tuttavia accettarlo di principio. Per quanto riguarda il valore, la sua soggettività sta nel riferimento che esso fa al soggetto, ma la sua oggettività appare in ciò che appunto esso vale in sé, indipendente dal fatto che il soggetto lo riconosca effettivamente.

Dal concetto generale del valore Simmel passa a chiarire la natura del valore economico, il cui elemento soggettivo è la desiderabilità e quello oggettivo è la determinazione dello scambio, che si concreta nel prezzo. Valore d’uso e valore di scambio non sono se non i due momenti dialettici del valore economico. L’obbiettività del valore economico, la sua universalità e autonomia, che lo rende indipendente dal suo riferimento molteplice ai singoli soggetti, o piuttosto, è il principio che determina e significa unitariamente tale riferimento, ha la sua espressione nel denaro, che perciò, nel suo pieno sviluppo, non ha un valore in sé, sostanziale, ma un valore funzionale, come regolatore dello scambio.

Certo storicamente parlando noi possiamo seguire il processo di desostanzializzazione del valore del denaro, al termine del quale questo non è più che un mezzo, uno strumento di misura dei valori economici, come psicologicamente possiamo seguire il processo inverso per cui al denaro viene restituito – ed è il caso della cupidigia e dell’avarizia – un valore in se stesso.
Ciascuno di questi due processi è seguito da Georg Simmel nei suoi più delicati movimenti.

La seconda parte dell’opera è dedicata allo studio dei riflessi del denaro sulla vita sulla vita personale e collettiva, attraverso una serie di analisi particolari e dettagliate.
Tutta l’opera, tipica del metodo di Simmel e tale da contenere tutti gli sviluppi successivi del pensiero dell‘autore, dal trascendentalismo relativista alla metafisica della vita, è condotta con la caratteristica sottigliezza e penetrazione, capace di dissolvere i concetti nelle loro strutture più sottili e nei loro più nascosti sensi intuitivi, di aderire al gioco elastico e multiforme della realtà senza ombra di pregiudizi.

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

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