Gauguin e il simbolismo – documenti di storia dell’arte e delle correnti artistiche

mostra Gauguin

Gauguin – dettaglio da Paul Gauguin – Ia Orana Maria, olio su tela, 114×89 cm, 1891, Metropolitan, New York

Arte contemporaneaPaul Gauguin e il simbolismo – documenti di storia dell’arte e delle correnti artistiche – testo di Charles Chassé. L’apparizione di Gauguin segna una svolta nella storia del simbolismo pittorico. Una svolta così netta che molti si sono rifiutati di precisarne gli aspetti. “È intervenuto”, disse di Gauguin uno dei suoi ammiratori: Jean Dolent.

Paul Gauguin

Paul Gauguin – Ia Orana Maria, olio su tela, 114×89 cm, 1891, Metropolitan, New York

Mi sembra che la caratteristica più sorprendente del suo intervento è dato dal fatto che, più audacemente di Carrière, si mise sulla via del sintetismo dandogli un carattere decorativo e, ancor di più, troncando con quella dottrina della sfumatura della quale Redon e Carrière avevano fatto, in opposizione all’impressionismo, la caratteristica distintiva della loro scuola.

Gauguin aprì le finestre del simbolismo sulla strada e le imbandierò in modo audace, anche più audacemente di quanto gli impressionisti avevano fatto con le proprie, perché, se c’è un dogma che egli proclamò in piazza fu quello del colore puro.
Ma che, nonostante ciò, fosse legato alla simbolismo e che ne sia stato uno degli uomini più rappresentativi nonostante tutto e riconosciuto tale da quelli della sua generazione, è ciò che è necessario dimostrare da parte nostra, tanto più che sarà un’occasione per enumerare alcune caratteristiche del simbolismo che fino a questo momento abbiamo lasciato quasi sotto silenzio.
In effetti Gauguin non è stato selvaggio a tal punto da non aver letto ed approvato i teorici del simbolismo.

Sfogliando le lettere così interessanti che Gauguin ha indirizzato a André Fontanais e che sono state pubblicate in “Amour de l’art” nel marzo del 1921, sono rimasto meravigliato vedendo che il nome di Mallarmé ricorreva spesso negli scritti del maestro di Tahiti, e, d’altronde, spesso studiando la biografia di Gauguin, ho visto all’improvviso apparire come nella filigrana della carta la fisionomia del poeta simbolista. Nella sua solitudine in Oceania, Gauguin sembra essere stato spesso ossessionato dalla ricordo di Mallarmé, che, rimasto in Francia, combatteva battaglie analoghe alle sue; evocare il viso di Mallarmé era per lui certamente di straordinario conforto…

Fu al principio del 1891 che Charles Morice, così come egli stesso dice, mise in relazione Gauguin e Mallarmé.

Paul Gauguin

Paul Gauguin – Alberi e figure sulla spiaggia, olio su tela, 46 x 61 cm, 1887

Gauguin che allora aveva bisogno di denaro per intraprendere il suo primo viaggio a Tahiti, espresse a Charles Morice il suo desiderio di vedere pubblicato in un giornale importante un articolo che attirasse vistosamente l’attenzione su una progettata vendita dei suoi quadri all’Hotel Drouot. Gauguin conosceva già un buon numero di scrittori simbolisti, che, da qualche mese incontrava il sabato nel Café Voltaire intorno a Verlaine. Ma Mallarmé, che non era per nulla un poeta da caffè letterario, non assisteva a queste riunioni, semplicemente, alcuni giorni prima che Gauguin prendesse la decisione di organizzare la vendita, Charles Morice aveva condotto il pittore in rue de Rome e, quando si trattò di lanciare l’operazione, Morice andò, questa volta da solo, a visitare Mallarmé. “Alcuni giorni prima, dice Morice, avevo condotto Gauguin da Mallarmé. Tra il grande poeta e il grande artista, che si apprezzavano reciprocamente pur senza conoscersi personalmente e si stimavano molto per le loro opere, si stabilì subito un’intimità spirituale. Ero dunque sicuro di trovare da Mallarmé l’indicazione necessaria. Senza esitare mi disse: “rivolgetevi a Mirbeau”. Accennai ad un sì, poi ad un no. Mallarmé sorrise e disse: “e sia, lo vedrò”. Alla fine della settimana, mi scrisse che Mirbeau invitava Gauguin e me a pranzo per un certo giorno.”

Il 16 febbraio 1891 apparve sull’Echo de Paris l’articolo promesso. Per la prima volta, gli amatori d’arte sembrarono sospettare la sua esistenza. L’articolo di Mirbeau, riprodotto nel catalogo di vendita, attirò moltissima gente all’Hotel Drouot. Non sembra tuttavia che Mallarmé abbia assistito alla banchetto di addio che i simbolisti offrirono a Gauguin il 23 marzo 1891. Difatti il suo nome non appare nella lista dei convitati che dà Charles Morice né in quella di Rotonchamps…

Charles Chassé

su Paul Gauguin

In “Le mouvement symboliste dans l’art du XIX siècle” (ed. H. Floury, Paris, 1947) – citato a pag 371 del settimanale “L’arte moderna” n°9 Vol. 1 (ed. Fratelli Fabbri)
Tutti i numeri dell’epocale settimanale “L’arte moderna” dei Fratelli Fabbri Editori sono in consultazione a Milano in via Jommelli 24 presso la biblioteca della Casa Museo Spazio Tadini – Associazione e Archivio fondata e diretta da Francesco Tadini e Melina Scalise.

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

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