Gino Cortelazzo: l’artista visto da Raffaele De Grada

Gino Cortelazzo

Gino Cortelazzo, scultura “Vita”, ferro, cm 200×140, 1972

Gino Cortelazzo: l’artista visto da Raffaele De Grada. Cortelazzo (Este, 31 ottobre 1927 – Este, 6 novembre 1985) è uno scultore figurale, antinaturalista. Lavora in quella linea di sintesi plastica che abolisce ogni anatomia, gli arti, ogni cosa che possa indebolire la statura monumentale, schematica, dell’immagine. Ma si fa presto a scoprire in lui una forma di racconto popolare, una corrispondenza, in un linguaggio moderno, con i profeti e i mostri della scultura romanica, un profumo di cosa ingenua, non sofisticata dai temi d’obbligo dell’intellettualismo contemporaneo.
Per raggiungere questa visione Cortelazzo ha dovuto vincere il barocchismo che è spontaneo nella scultura moderna. Un’altra tentazione è quella della immedesimazione nella natura. Da quando la scultura ha perso la strada del ritratto e del nudo, l’idea della forma complementare alla natura tenta chiunque.
Negli ultimi tempi egli ha reagito a questa tendenza, volgendosi sempre più verso una scultura-monumento; e ricollegandosi agli antecedenti storici utili, anche se lontani. Ne deriva un ideale al far grande, anche nella scultura di piccola dimensione e anche laddove una visione ironica della vita moderna lo porta naturalmente alla statua-feticcio, alla statua idolo contemporaneo.
… Cortelazzo non è uno scultore piacevole, disimpegnato. La sua intenzione è di cogliere, in sintesi costruttiva, le immagini tutt’altro che di comodo del mondo d’oggi giorno, vive le passioni e i problemi del nostro tempo, recuperando, a mezzo dell’arte, il sentimento che si disperderebbe con l’occasione.
La vitalità dei contenuti lo ha condotto, con un progresso incredibile negli ultimi tempi, ad un’arte di conoscenza, più aspra, che prelude, attraverso l’ironia, ad una figurazione esplicita, con tutto ciò che la cultura, una buona cultura, ha suggerito al nostro scultore. Una buona cultura – dicevo – e penso al dinamismo di Boccioni, all’assoluto spigoloso di Chadwick. E queste citazioni non sono da interpretare come imitazione, ma come sottofondo culturale di una forza in atto, plasticamente valida, come è quella di Cortelazzo.

Raffaele De Grada

su Gino Cortelazzo

dal catalogo della Biennale Internazionale di pittura, scultura, grafica – 4° Morgan’s Paint di Ravenna del 1972

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

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