Impressionismo: Émile Zola e gli artisti impressionisti

impressionismo

l’impressionismo in un testo di Émile Zola

Storia dell’arte – Impressionismo: Emile Zola e gli artisti impressionisti. Sono nove anni che Camille Pissarro espone, nove anni che mostra alla critica e al pubblico opere considerevoli e convinte, senza che né critica né pubblico si siano degnate di guardarle… Il fatto è che egli non ha nessuno di quei piccoli accorgimenti dei suoi confratelli…

Édouard Manet

Zola ritratto da Édouard Manet, 1868

In mezzo a quelle tele agghindate, le tele di Camille Pissarro sembrano di una nudità desolante… L’artista non si preoccupa che della verità e della coscienza; egli si mette di fronte a un angolo di natura proponendosi di interpretare gli orizzonti nella loro severa estensione, senza il minimo tentativo di far qualche aggiunta di sua invenzione: non è né poeta né filosofo, ma semplicemente naturalista, pittore di cieli e di campi. Sognate se volete, ecco ciò che lui ha visto.

In ciò l’originalità è profondamente umana… Fa parte del carattere stesso del pittore. Mai dei quadri mi sono sembrati di una più magistrale ampiezza. Vi si odono le voci profonde della terra, vi si intuisce la vita potente degli alberi… Una realtà simile è più alta del sogno… Basta dare un’occhiata a queste opere per sentirvi la presenza di un uomo, di una personalità retta e vigorosa, incapace di mentire, che fa dell’arte una verità pura ed eterna… E questo vallone, questa collina sono di una semplicità eroica…

(…) Tra questi pittori in prima fila citerei Claude Monet… A lui piacciono gli orizzonti delle nostre città, le macchie grigie e bianche che fanno le case sul cielo chiaro… Gli piacciono le persone che corrono… Gli piacciono le nostre donne, i loro ombrelli, i loro guanti, i loro vestiti. C’è in lui un pittore di marine di prim’ordine. Ma egli interpreta questo genere a modo suo e anche qui io ritrovo il suo profondo amore per le realtà presenti…

Émile Zola

Émile Zola

È uno dei pochi pittori che sappiano dipingere l’acqua, senza trasparenze insensate, senza falsi riflessi. L’acqua dipinta da lui è viva, profonda, soprattutto vera. Sciaborda intorno alle barche con piccoli frutti verdastri interrotti da chiarori bianchi, allarga in pozze glauche che un soffio fa improvvisamente fremere, allunga gli alberi maestri che riflette rompendone le immagini, ha tinte livide e sbiadite che si accendono di intensi splendori.

… Distinguono la sua arte un’incredibile facilità di esecuzione, un’intelligenza elastica, una comprensione viva e rapida di qualunque soggetto. Non sto in pena per lui. Domerà la folla quando lo vorrà…

Nella stessa sala… Si trova un quadro di Frédéric Bazille (1841 –  1870): Ritratto della famiglia… Che testimonia un vivo amore della verità…

L’altro quadro di cui desidero parlarvi, e quello che Pierre-Auguste Renoir ha intitolato Lisa con ombrello: rappresenta una giovane donna in abito bianco che si ripara sotto un parasole… È una delle nostre donne, anzi una delle nostre amate, dipinta con grande verità e con una felice ricerca del lato moderno…

Interrogo il futuro, e mi domando qual è la personalità che sta per sorgere, abbastanza aperta, abbastanza umana per capire la nostra civiltà e introdurla nel mondo dell’arte interpretandola con la grandezza magistrale del genio.

L’impressionismo visto da

Émile Zola

Da: Émile Zola Mon Salon, in “L’Evenement illustré”, maggio-giugno 1868

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

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