Paul Klee, analisi delle opere – testo di René Crevel, poeta surrealista francese

Paul Klee

Storia dell’arte – Paul Klee in un testo del 1929 di René Crevel, in copertina l’opera Polifonia (1932) di Klee

Storia dell’Arte Paul Klee, analisi delle opere – testo del poeta surrealista francese René Crevel (1900 – 1935). L’uomo più coraggioso del mondo, userebbe mai guardar diritto negli occhi un ippocampo, punto interrogativo a testa di cavallo, scaturito dal profondo alla superficie del sogno? Questo bel Figlio dei mari, più verticale del suo ascendere di un lift dernier cri; questo centauro la cui semplice presenza e conturbante a tal segno che tutto deve essere rimesso in causa; quale altro essere potrebbe meglio simbolizzare l’opera di Paul Klee (1879 – 1940, n.d.r.)? Ora, paragonati a questo fatale e solitario piccolo Pegaso, come ci fanno meno paura i mastodonti pesantemente affermati.

Paul Klee

Paul Klee, Palloncino rosso (1922) Solomon R. Guggenheim Museum, New York

È che c’è sempre stata, e sempre ci sarà, una qualsiasi “realtà” per servir da pastore al mostruoso gregge.

Pascolino in pace le balene fra le più glaciali steppe liquide… Strappata la maschera delle facili metafore, troveremo bellissime ingiurie a guisa di vetriolo per la saggezza delle nazioni.

E soprattutto, basta con il “sensibilismo” di cui si parlano gli pseudo-intellettuali, gli pseudo-artisti. A noi rimane già una bella vendetta, una bella e positiva gioia, poiché le caverne che la tua paura fa finta di disdegnare, o balena, fioriscono di sottilissimi misteri. È vero che i palombari d’Europa hanno le dita pesanti, e che perfino i cercatori di perle della Polinesia amano cogliere, nella loro passeggiata tra i flutti, solo le dolci perle, rotonde e lisce, simili alle palpebre della loro sonno ingenuo.

René Crevel

René Crevel, Paul Klee

Allora, come non chiamare miracolo, Paul Klee, l’escursione nel più segreto dei mari, dalla quale siete ritornato recando nel cavo delle mani un tesoro di miche, di comete, di cristalli, una messe di allucinanti vegetazioni marine e il riflesso delle città sommerse?… I segni delle unghie che scalfirono, secondo un capriccio da ciclopi, rocce e pietre marine, tutti i graffiti dell’aldilà, le creature di ipnosi e i fiori d’ectoplasma sono stati disegnati, fotografati, senza ingannevoli illuminazioni, senza romanticismi fraudolenti, né magniloquenti menzogne d’espressione.

Ed ecco la più intima ed anche la più esatta surrealtà…

Paul Klee

Paul Klee, Mito floreale (1918)

Paul Klee, voi avete liberato gli infinitamente piccoli… Ma non si tratta di cedere alla tentazione del nebuloso Oriente, che le inchieste della stampa importante e delle riviste “distinte”, e i paradossi della filosofia da salotto, hanno messo di moda…

… Ora, benché Paul Klee, con tre granelli di sabbia, abbia dimostrato che i grattacieli di New York, le Gallerie Lafayette di Parigi, la stupefacente Berlino nottambula, le insegne luminose di Londra, non sono nulla per gli occhi dello spirito, nulla per le orecchie dell’immaginazione; benché egli abbia fatto splendere occhi immensi sulla fronte delle più minuscole creature, tutto il meraviglioso che egli dispensa non deve essere imbastardito, pervertito, utilizzato per una qualsiasi causa…

Paul Klee

Paul Klee, in una foto del 1911 di Alexander Eliasberg

La materia più semplice, parole o colori, serve da collegamento tra l’aldilà e il veggente. La poesia è la scoperta dei rapporti insospettati tra i vari elementi. Il pittore che abbia facoltà di poeta, nella più asciutta geometria saprà trovare il punto d’appoggio per i propri tuffi.

Egli sale, discende, risale, e, al sommo, Paul Klee non avrà che da guardare dal buco della serratura per scoprire, in due centimetri quadrati, un mondo di stelle che gli uomini credevano perduto.

… Paul Klee non ha vertigini. L’occhio suo ha colto il miracolo dei colori, tutto il miracolo di tutti i colori, in una goccia d’acqua, la semplice, la famosa goccia d’acqua che fa straripare il vaso, l’oceano, e, nel giorno della gloriosa collera, l’insondabile rassegnazione degli uomini.

La pittura di Paul Klee si afferma secondo il diluvio, quel diluvio che noi speriamo perché sia terminata l’opera così incompleta dell’altro.

E viva l’inondazione.

Paul Klee

visto da René Crevel

Da R. Crevel, “Paul Klee” (ed. Gallimard, Parigi, 1929)

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

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