Trento Longaretti: l’artista in mostra alla GAMeC per il centenario

Trento Longaretti

Trento Longaretti

Trento Longaretti: l’artista in mostra alla GAMeC per il centenario. Si è appena conclusa l’esposizione curata da M. Cristina Rodeschini e dedicata a Longaretti e ai suoi disegni – dagli anni Trenta al 2016 – alla GAMeC di Bergamo.

Trento Longaretti

Trento Longaretti – Soldato del genio ferrovieri, 1942, alla mostra alla Gamec di Bergamo

Edito, con la mostra, un catalogo di GAMeC Books comprensivo di testi di M. Cristina Rodeschini e Carlo Pirovano, storico dell’arte.

Qui proponiamo un testo di Gian Alberto Dell’Acqua, dal catalogo della mostra personale al Palazzo della Permanente di Milano, 1980. Per conoscere l’archivio di Longaretti – o per far autenticare opere del grande artista – fate riferimento al sito – vedi > LINK – dell’Associazione Longaretti (in via Ludovico Muratori 1, 24100 Bergamo).

 Gian Alberto Dell’Acqua:

(…) Un primo rilievo, solo in apparenza divagante, riguarda due aspetti complementari della personalità di Trento Longaretti: la frequentazione degli antichi maestri e l’apertura alle novità anche più avanzate. I primi, Trento Longaretti li ha sempre avuti sott’occhio, dallo sfolgorante polittico tardo quattrocentesco dei soci Butinone e Zenale nella natia Treviglio (con al centro l’episodio del mantello spartito da San Martino con il povero) ai molti preziosi quadri della pinacoteca bergamasca intitolata al conte Giacomo Carrara, a un passo dal suo studio di direttore e maestro, per lunghi anni, della locale scuola di pittura. Dalla consuetudine con quei capolavori egli ha potuto attingere sia una lezione, rinnovata di opera in opera, di coerenza strutturale stilistica, sia segreti di tecnica artigianale messi a frutto con spirito moderno e sapiente versatilità in affreschi, mosaici, vetrate non meno che in quadri da cavalletto, acquerelli, disegni e incisioni. Quanto al suo rapporto con l’arte di oggi, più che personali ricordi (tra cui quello di un partecipe giudizio da lui espresso su Alberto Burri, al tempo di una ormai lontana Biennale veneziana), vorrei rifarmi alla testimonianza di un comune compianto amico, Franco Russoli, circa la capacità di comprensione che Trento Longaretti, sia pure col riserbo che gli è connaturale, ha saputo ripetutamente dimostrare davanti ai saggi della più azzardata attualità. (…)

Trento Longaretti

Trento Longaretti – una schermata dal sito dell’Associazione Longaretti

Ovviamente tale attitudine a capire ha in primo luogo soccorso Trento Longaretti nell’orientarsi e nel vedere sempre più chiaro in se stesso fin dagli anni della formazione milanese, presso il liceo artistico e l’Accademia di Brera. Ennio Morlotti, che gli fu compagno nel 1939 alla scuola di Aldo Carpi, ricorda di aver scoperto in lui un contrasto “tra natura accorta e al tempo stesso scettica, tra personalità molto precisa e altrettanto inquieta”, riconoscendo come Trento Longaretti sapesse dominare quel contrasto “in una costante tenuta silenziosa staccata e solitaria”, con il raro dono di assimilazione dei fermenti e degli stilismi che i giovani artisti milanesi venivano allora traendo da Soutine, da Modigliani, dallo stesso Carpi.
E infatti subito dopo il 1940 le singole sollecitazioni appaiono risolte in una serie di tele dove è già presente in nuce la singolare tematica e gli inconfondibili personaggi longarettiani: madri e bambini, mendicanti e girovaghi spesso con strumenti musicali – chitarre, organini, violoncelli –, strani esemplari di “filosofi” e di “uomini selvatici”; un mondo di gente povera e inquieta, in continuo movimento verso mete ignote o almeno sempre pronta a riprendere il proprio cammino per contrade imprecisabili, sotto cieli illuminati dal disco giallo del sole o da una falce di luna. Da questa sfera di motivi il pittore non si è mai sostanzialmente distaccato, scavandola e approfondendola di continuo e semmai tendendo nelle opere tarde a renderla più segreta e allusiva, in un’atmosfera di “espressionismo fantastico” che costeggia a volte la non riconoscibilità di oggetti e figure.

Nell’instaurarsi di una simile poetica hanno certo giocato diverse componenti e ascendenze: anzitutto un atteggiamento di fondo di virile e non disperata, più spesso serena malinconia che, come ha sottolineato da critico e da poeta Alberico Sala, ha radice nella geografia e nella storia di Lombardia, in particolare in quella pianura della Ghiara d’Adda dove Trento Longaretti è nato, terre di nebbie e di santuari; quindi l’esempio di un maestro congeniale e stimolante quale Aldo Carpi e il suo modo lieve, ilare e fantasioso di far racconto in pittura; più tardi il segno graffiante lasciato dalla guerra e dall’incontro con la realtà più brutale e amara; infine il soggiorno nella città di adozione, Bergamo, e la consuetudine con quel che di bizzarramente umoristico, ruvido e misterioso è nell’indole dei suoi abitanti. Forse al tono tra grottesco e dolente di molte figure longarettiane non è stata nemmeno estranea la suggestione non si dice dei “pitocchi” cerutiani quanto piuttosto di certa pittura di genere sei-settecentesca, di casa nei colli orobici col Cifrondi e con il Todeschini; sulla quale però deve essersi innestata per tempo la conoscenza dei tristi “déracinés”, dei giocolieri, dei saltimbanchi in blu o in rosa del primo Picasso. Da tutto ciò ha tratto alimento una pittura di cui personaggi paiono aureolarsi di sovrasensi arcani perfetto non già di forzature simbolistiche ma di una limpidità e trasparenza spirituali dove è da ravvisare il più intimo legame tra Trento Longaretti e il buon maestro Carpi. (…)

Trento Longaretti

visto da Gian Alberto Dell’Acqua

per la mostra al Palazzo della Permanente (oggi Museo della Permanente), Milano, 1980

Per documentarvi sulla mostra alla GAMeC di Bergamo – LONGARETTI 100
DISEGNI
 appena terminata, consultate la pagina al > LINK.

Francesco Tadini

Francesco Tadini è fondatore e direttore artistico di Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano. Casa Museo e archivio delle opere di Emilio Tadini, sede di mostre ed eventi. Location.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *